Dietro ogni capo che indossi c’è sempre una storia fatta di persone, scelte e gesti ripetuti con cura. Nel caso di Cucinelli Tradizione Giovane, quella storia è il risultato dell’incontro tra giovani designer e artigiani: una generazione che porta idee nuove e una generazione che custodisce il sapere del fare.

Questa linea nasce per chi ha tra i 18 e i 35 anni e cerca capi di qualità, pensati per durare, capaci di raccontare qualcosa senza bisogno di loghi evidenti. Per capire davvero cosa significa indossarli, è importante sapere chi li progetta, chi li realizza e come funziona il dialogo quotidiano tra chi disegna e chi cuce, misura, controlla.

In questo articolo entriamo nel laboratorio, seguendo da vicino il lavoro congiunto di giovani designer e artigiani e mostrando perché questo incontro è centrale nell’identità di Cucinelli Tradizione Giovane.

Una linea pensata per i 18–35 anni

Cucinelli Tradizione Giovane nasce con un’idea chiara: creare una collezione che parli direttamente a chi sta costruendo la propria strada tra i 18 e i 35 anni.

Sono persone che:

  • vivono tra studio, lavoro, viaggi e città diverse

  • cercano capi affidabili, da usare in più contesti

  • vogliono riconoscersi in ciò che indossano, senza eccessi o ostentazioni

Per questo la linea evita il superfluo e punta su:

  • forme pulite, che seguono il corpo senza rigidità

  • palette neutra, adatta a cambiare scenario senza perdere coerenza

  • tessuti scelti per durata e comfort, non solo per effetto immediato

Per progettare capi in grado di stare dentro queste vite reali – non solo in passerella – servono sguardi che queste vite le conoscono bene: i giovani designer.

Giovani designer: nuovi sguardi sullo stile essenziale

I giovani designer che lavorano alla linea Cucinelli Tradizione Giovane appartengono alla stessa fascia d’età del pubblico a cui i capi si rivolgono. Vivono la stessa epoca, condividono lo stesso linguaggio visivo, frequentano gli stessi spazi digitali e fisici.

Questo si traduce in alcune scelte precise:

  • attenzione alle proporzioni che funzionano nella vita quotidiana, non solo in foto

  • consapevolezza di quanto sia importante un capo versatile, indossabile in modi diversi

  • sensibilità verso temi come sostenibilità, durata, consumo responsabile

I loro bozzetti nascono spesso da immagini di vita reale: una mattina d’inverno in città, un viaggio, un corridoio d’università. Il punto di partenza non è “come stupire”, ma “come accompagnare”.

Allo stesso tempo, i giovani designer sanno che l’essenzialità è il risultato di molte scelte consapevoli: togliere il superfluo richiede attenzione al dettaglio e controllo della forma. Qui entra in gioco la seconda metà di questo dialogo: gli artigiani.

Il ruolo degli artigiani esperti nel laboratorio

Gli artigiani portano in laboratorio anni di esperienza, allenata su centinaia di capi, tessuti e prove. Hanno occhi abituati a vedere subito ciò che non funziona: una spalla che cede, una cucitura fuori asse, un colletto che non cade come dovrebbe.

Il loro ruolo non è “correggere” i giovani designer, ma trasformare le idee in capi che possano essere indossati per anni, non solo per una foto:

  • testano la fattibilità di un modello in base al tessuto scelto

  • suggeriscono piccoli aggiustamenti che migliorano vestibilità e resistenza

  • controllano che ogni capo mantenga coerenza con gli standard qualitativi della linea

Questo scambio è continuo: il dialogo tra giovane designer e artigiano non avviene solo all’inizio del processo, ma accompagna tutte le fasi, dalla prima tela alla versione finale del capo.

È proprio qui che la tradizione non rimane ferma, ma si mette al servizio di uno sguardo nuovo.

Dalla scuola di moda al laboratorio: il percorso dei giovani

Molti dei giovani coinvolti in Cucinelli Tradizione Giovane arrivano da scuole di moda e percorsi formativi dedicati al design e alla modellistica. L’ingresso nel laboratorio rappresenta per loro un passaggio cruciale: dalla teoria alla pratica.

Il percorso, semplificato, segue passaggi come:

  • studio dei materiali e dei limiti/possibilità di ogni tessuto

  • progettazione di bozzetti pensati per una vita d’uso reale, non solo per il portfolio

  • confronto con modellisti e artigiani per trasformare il disegno in un capo tridimensionale

  • prove su manichino e su persone reali, per verificare vestibilità e movimento

In questo contesto, gli errori non sono un fallimento ma parte del processo: un’idea che sulla carta sembra perfetta può rivelarsi scomoda o poco duratura una volta trasformata in tessuto. È qui che la presenza degli artigiani diventa fondamentale per guidare, correggere, semplificare dove serve.

Per chi indossa i capi, tutto questo si traduce in modelli che non solo “sembrano” belli, ma sono effettivamente pensati per essere vissuti.

Come nasce un capo: dal bozzetto alla prova finale

Dietro ogni cappotto, maglione o pantalone della linea Cucinelli Tradizione Giovane c’è un percorso fatto di tappe precise.

  1. L’idea e il bozzetto
    Il giovane designer parte da un’esigenza concreta: un cappotto che funzioni per l’università e per l’ufficio, un maglione che stia bene sotto una giacca, un pantalone che tenga la forma ma sia comodo tutto il giorno. Da lì, traduce in bozzetto forma, lunghezza, dettagli.
  2. La scelta del tessuto
    In base al modello, vengono valutati tessuti e mischie: lana più asciutta o più morbida, eventuale componente in cashmere, grammatura adatta alla stagione e all’uso. Questa fase avviene sempre in dialogo con chi conosce a fondo il comportamento reale dei materiali.
  3. La prima tela e le prove
    Si realizza un primo prototipo (spesso in tela o tessuto di prova) per verificare volumi e proporzioni. Il capo viene provato, osservato in movimento, analizzato da più punti di vista: davanti, dietro, di profilo.
  4. Le correzioni
    In questa fase designer e artigiani lavorano insieme: si spostano linee, si aggiustano lunghezze, si modificano dettagli come ampiezza delle maniche, forma del colletto, posizione delle tasche.
  5. Il capo definitivo
    Solo dopo questa serie di passaggi si arriva alla versione finale del capo, quella che entrerà in collezione. È il risultato di una somma di decisioni, compromessi intelligenti e affinamenti continui.

Per chi acquista, tutto questo resta invisibile. Ma è esattamente ciò che fa la differenza tra un capo che dura una stagione e uno che continua ad avere senso negli anni.

Perché questo incontro genera valore per chi indossa i capi

L’incontro tra giovani designer e artigiani non è un dettaglio di comunicazione: ha un impatto diretto sulla qualità e sul senso dei capi che arrivano in negozio e online.

Per chi sceglie un capo Cucinelli Tradizione Giovane, questo si traduce in:

  • modelli che nascono da una comprensione reale della vita tra i 18 e i 35 anni

  • capi progettati per essere usati spesso, non per restare chiusi in armadio

  • una cura del dettaglio che non è solo estetica, ma funzionale (vestibilità, comfort, durata)

  • la sensazione di indossare qualcosa che porta con sé un pezzo di formazione, crescita e responsabilità

Ogni volta che un giovane designer impara qualcosa da un artigiano – e viceversa – questo scambio si deposita nel capo finale, anche se non lo vedi.

I capi di Cucinelli Tradizione Giovane come risultato di questo dialogo

Tutti i capi della linea – cappotti, maglieria, pantaloni, scarpe, accessori – sono il risultato di questo dialogo continuo.

  • I cappotti raccontano l’equilibrio tra forme contemporanee e costruzioni solide, pensate per sopportare anni di uso.

  • La maglieria unisce filati selezionati e volumi calibrati per incastrarsi bene sotto cappotti e giacche, senza creare ingombro inutile.

  • I pantaloni sono studiati per mantenere una linea pulita dal mattino alla sera, rispettando il bisogno di comfort di chi si muove molto.

  • Le scarpe e gli accessori completano il quadro, aggiungendo coerenza allo stile complessivo senza sovrastarlo.

Scegliere un capo Cucinelli Tradizione Giovane significa, in pratica, indossare il risultato di un lavoro collettivo: idee, mani, ore di prove e discussioni tra persone diverse, unite dallo stesso obiettivo. Offrirti un capo che non sia solo bello da vedere, ma giusto da vivere.